Conservazione di registri e libri giornale in maniera elettronica - elimina la carta!

Sempre più aziende e possessori di Partita IVA si appoggiano a questa opportunità normativa perché raggiungono due obiettivi contemporaneamente: 1) eliminare la carta dai propri uffici e 2) risparmiare il costo dei bolli in quanto i principi su cui si basa il calcolo cambiano dal numero di pagine al numero di registrazioni totali o parziali.

La formulazione estremamente ampia dell’art. 2215-bis cod.civ. implica che il regime di dematerializzazione possa trovare applicazione con riferimento:

  • alle scritture contabili obbligatorie ai fini civilistici, di cui all’art. 2214 cod.civ. (libro giornale, libro degli inventari, ecc…)
  • alle scritture contabili richieste dalla normativa tributaria (registri IVA, registro dei beni ammortizzabili, ecc…)
  • ai libri sociali obbligatori di cui all’art. 2421 cod.civ. (libro dei soci, libro delle adunanze e delle delibere delle assemblee, del consiglio di amministrazione, del collegio sindacale o dei revisori, ecc…).

 

Gli obblighi di numerazione progressiva, vidimazione e gli altri adempimenti previsti dalle disposizioni di legge o di regolamento per la tenuta dei libri, repertori e scritture, ivi compreso quello di regolare tenuta dei medesimi, sono assolti, in caso di tenuta con strumenti informatici, mediante apposizione, almeno una volta all’anno (termine così allungato, rispetto agli originari 3 mesi, dalla L. 12 luglio 2011 n. 106) a far data dalla messa in opera, della marcatura temporale e della firma digitale dell'imprenditore (o di altro soggetto dal medesimo delegato) con riferimento ai documenti contenenti le relative registrazioni. 

 

Conservi ancora su carta i tuoi registri? E' ora di passare alla conservazione sostitutiva!

La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 36/2006 evidenzia quali documenti siano rilevanti al fine dell’applicazione del DM 23 gennaio 2004 in materia di dematerializzazione dei documenti fiscali, in particolare:

  • libro giornale e inventari
  • scritture ausiliarie nelle quali devono essere registrati gli elementi patrimoniali e reddituali
  • scritture ausiliari di magazzino
  • registro dei beni ammortizzabili
  • bilancio d’esercizio, composto da stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa
  • registri prescritti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto
  • dichiarazioni fiscali
  • modulistica relativa ai paramenti, alle fatture e documenti simili
  • libro soci
  • libro delle obbligazioni
  • libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione, delle deliberazioni delle assemblee, ecc.....


La circolare 36/2006 precisa che si possa procedere alla dematerializzazione dei documenti, anche solo di una parte di essi, come ad esempio solo uno dei registri fiscali obbligatori. Ovviamente deve essere eseguita un’unica modalità di conservazione per l’intero periodo di imposta. 

Come?

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